Cultura
La cultura non è professione per pochi: è una condizione per tutti, che completa l’esistenza dell’uomo.
Elio Vittorini
“Il tuo volto come una profezia” è il titolo scelto per la nostra rassegna teatrale.
Il volto, dunque, non solo per come mi si mostra esteriormente, sensibilmente, ma anche perché, superando la forma che lo delimita, mi parla e mi invita a una relazione, mi interpella e mi chiama a una responsabilità.
La profezia, nella sua radice più autentica, è parola che anticipa, che parla al posto di un altro, che rivela, che dura.
Quattro storie appassionanti compongono il cartellone.
Due raccontano vicende storiche drammatiche, nelle quali il volto è presenza viva dell’altro che, mettendo in crisi gli schemi cui tendiamo a ricondurlo, è richiesta di alleanza.
Due altre sono più leggere, quasi "scanzonate", in cui il volto si fa gioco, ironia, apertura.
In tutte il volto appare, in trasparenza, come porta e rivelazione, visibilità del cuore, filo rosso che attraversa le dinamiche dell’uomo, “traccia dell’Infinito”.
Acquista i biglietti o l’abbonamento: https://www.liveticket.it/fondazioneventorino
Per info: 3751172602 (lunedì, mercoledì, venerdì dalle 16:00 alle 19:00).
Dici “cultura” e ti vengono in mente robe difficili, per intellettuali, addetti ai lavori.
In parte è così. Ma non solo.
Quella culturale, prima ancora che una specifica attività fatta di convegni, dibattiti, libri, mostre, è una dimensione abituale del vivere che appartiene a tutti.
Cultura è il modo di vedere, di percepire, di giudicare, cioè di valutare e di decidere riguardo a tutto.
È giudicare belli (o brutti) un film, una canzone, un romanzo, un quadro.
È quello che penso (o dico) quando, al semaforo, mi si avvicina un lavavetri o quando scoppia una guerra.
Certo, lo si può fare ripetendo quello che dicono gli altri, gli altri che contano, una volta intellettuali, giornalistici e politici, oggi rapper e influencer.
O lo si può fare cercando di mettersi personalmente davanti alle cose, facendo ricorso a quel patrimonio straordinario di esigenze ed evidenze – di verità, di giustizia, di felicità – che ciascun uomo e ciascuna donna ha in sé.
Quelli che vivono così sono capaci – anzi ne sentono proprio il bisogno – di conoscere e valorizzare ciò che altri hanno detto, pensato, studiato, scritto, come “nani sulle spalle di giganti” diceva Bernardo di Chartres.
Dalla dimensione culturale discende naturalmente la presenza nella “polis”.
Per questa ragione la Fondazione Francesco Ventorino, in particolare negli ultimi anni, ha accentuato quest’aspetto della sua attività, offrendo alla città – molto spesso in collaborazione con il Centro Culturale di Catania – occasioni di riflessione e giudizio sui temi culturali, artistici e civili attraverso iniziative assai diversificate: proiezioni cinematografiche, incontri-dibattito, presentazioni di libri, spettacoli ed happening teatrali, mostre.
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